2.5 - Fresatura (pro, contro, alternative)

Una lezione nuova con Matteo Cereda, per parlare di motozappa, motocoltivatore e altri attrezzi utili a meccanizzare le lavorazioni, temi su cui sono arrivate molte domande.

Ecco quindi una panoramica sulla preparazione del suolo per l'orto con attrezzi a motore.

Nei filmati vedete in azione il motocoltivatore Bertolini in due versioni: 413 e 418.

Video girato al Bosco di Ogigia (c'è anche un'apparizione di Francesca!). Riprese & montaggio di Filippo Bellantoni.


Per approfondire il suolo

Questa lezione parla di come lavorare il suolo, i concetti base sul terreno sono contenuti nel capitolo 1 del corso.

Un utilissimo, ulteriore approfondimento è il corso IL SUOLO E' VITA realizzato da Bosco di Ogigia.


Riassunto schematico

Esistono attrezzi meccanici per lavorare il terreno dell'orto. I più diffusi sono motocoltivatore e motozappa. Entrambi vengono in genere utilizzati per fresare il terreno.

Cosa vuol dire fresare: La fresa agisce tramite un movimento rotante ad asse orizzontale, che aziona una serie di lame (i coltelli della fresa). I coltelli ruotando rompono le zolle e rimescolano lo strato superficiale del suolo. Si ottiene una superficie del terreno omogenea e fine, operando una distruzione meccanica delle erbe infestanti.


Differenza tra motozappa e motocoltivatore:

  • Motozappa: non ha ruote, ma fresa semovente (l'attrezzo avanza con il girare della fresa).
  • Motocoltivatore: ha due ruote che danno la trazione, la fresa lavora indipendentemente dal movimento. Importante: si può regolare la profondità a cui lavora la fresa.


Problemi della fresa

La fresatura porta con sé tre problematiche:

  • La suola di lavorazione. I coltelli della fresa ruotano in orizzontale e alla loro massima profondità hanno un’azione battente. Con ripetuti passaggi si forma uno strato compatto, chiamato suola (provoca ristagni sotterranei nocivi).
  • Rimescolamento della stratigrafia del suolo. Il terreno è popolato da microrganismi essenziali per la vita delle piante. Alcuni di questi amano vivere più in profondità, altri hanno bisogno di ossigeno e devono invece stare vicini alla superficie. Il passaggio della fresa danneggia questi microrganismi perché porta sotto la parte superficiale del suolo e viceversa espone all’aria il terreno più profondo.
  • Destrutturazione del terreno. L’azione di polverizzare eliminando ogni granulosità può essere negativa per molti terreni.

Errori da evitare con la fresa

  • Pensare alla fresa come unica lavorazione. Meglio alternarla ad altre lavorazioni più profonde che rompano la suola (ripuntatore su estensioni grandi, forca vanga o grelinette su minore scala).
  • Fresare troppo in profondità. La fresa può aiutarci a gestire lo strato più superficiale del suolo, andando più a fondo l’effetto sulla stratigrafia ha maggior impatto negativo.
  • Fresare troppo spesso. Una fresatura frequente forma la suola di lavorazione e al tempo stesso polverizza la superficie.
  • Fresare nelle condizioni climatiche sbagliate. Il terreno deve essere fresato solo quando si trova in tempera, ossia nella giusta condizione di umidità.

Alcuni lavori che possiamo fare bene con la fresa:

  • Incorporare il concime.
  • Preparare un letto di semina fine.
  • Interrare il sovescio.


Alternative alla fresa

Al motocoltivatore si possono applicare anche altri attrezzi:

  • Coltivatore a denti fissi. Una serie di denti a uncino trainati dal motocoltivatore, andando a rompere lo strato più superficiale del terreno. Utile per sarchiature, ideale per approcciare terreni sassosi o pieni di radici.
  • Vangatrice. Simula il lavoro della vanga, non crea suola e non altera la stratigrafia. Meccanismo impegnativo (costoso, richiede motocoltivatore potente). In genere sistema usato su macchine di maggior dimensione (trattori).
  • Aratro rotativo. La fresa agisce con una rotazione su asse orizzontale, l’aratro rotativo invece ha un asse quasi verticale (si può regolare l'inclinazione). Quindi arriva a fondo senza effettuare suola e con un minor impatto sulla stratigrafia. Anche in superficie il risultato dell’aratro rotativo mantiene una certa granularità positiva e non polverizza come la fresa.

Domande e commenti

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