Intro (di Matteo Cereda)

La concimazione

"Come si concimano i pomodori?"

La risposta diretta a questa domanda non la trovate in questo capitolo. Qui impareremo piuttosto "come si mantiene fertile un terreno", perché è questo l'approccio della coltivazione biologica.

Nell'agricoltura intensiva si considera la terra qualcosa da sfruttare per ottenere il massimo raccolto. L'idea è di concimare fornendo chimicamente le sostanze specifiche che servono alla pianta per produrre al massimo delle sue capacità. Si interviene in modo chirurgico e nell'esatto momento in cui la sostanza viene richiesta, tramite fertilizzanti solubili a rapido assorbimento.

Questo approccio è problematico per molte ragioni e non è adatto a chi coltiva un orto.

Infatti non è facile calcolare l'esatto fabbisogno di ogni pianta e neppure scegliere il momento giusto per intervenire esatto. Un apporto errato porterebbe eccessi di concime, dannosi per le piante, oppure sprechi, visto che i fertilizzanti solubili vengono dilavati dalle piogge.

Il metodo dell'agricoltura biologica è completamente differente: consiste nel prendersi cura del suolo.

Non si tratta di concimare per un'esigenza specifica, ma di restituire alla terra le sostanze che, tramite il raccolto degli ortaggi, abbiamo prelevato. In quest'ottica è importante la concimazione di fondo, che si esegue una volta all'anno, in genere prima dell'inverno.

Imitando la natura

In natura il terreno si mantiene fertile: le piante crescono prelevando risorse, ma i loro tessuti ritornano al suolo, quando le foglie cadono ai piedi dell'albero oppure dopo la morte della pianta, che si degrada sul posto. Anche quando gli animali si nutrono di foglie o frutti le loro deiezioni tornano nell'ambiente.

In agricoltura biologica si usano prevalentemente due concimi organici fondamentali: il compost e il letame. Il primo è costituito da scarti vegetali, il secondo da deiezioni animali.

In pratica non facciamo altro che simulare le dinamiche naturali, restituendo all'ambiente quello che viene tolto coltivando.

Ammendare oltre che fertilizzare

Aprendo il dizionario alla voce concime troviamo questa definizione: "In agraria, sostanza naturale o artificiale (detta anche fertilizzante), capace di conferire al terreno gli elementi necessari a un soddisfacente sviluppo delle piante." (fonte: Treccani).

In sostanza lo scopo della concimazione è migliorare il suolo dal punto di vista chimico, apportando elementi utili alla pianta, come azoto, fosforo e potassio.

La concimazione biologica però si preoccupa anche di altri aspetti:

  • Migliora la struttura fisica del terreno.
  • Nutre la fertilità biologica (presenza di microrganismi utili).

Il risultato sarà un terreno fertile, che è anche soffice da lavorare, capace di mantenersi umido, poco propenso a ospitare muffe e patologie.

Perché questo avvenga è importante concimare con compost o letame, che garantiscono un ricco apporto di sostanza organica.

Ci sono molti concimi di origine naturale (stallatico pellettato, farine di alga, cenere, farine di roccia...) che possono completare e arricchire, ma non sostituire l'azione ammendante di compost e letame, perché anche se hanno sostanze utili non sono ugualmente ricchi di sostanza organica.


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